Pubblico qui, per amici che me lo hanno chiesto di nuovo, questo appello lanciato ad Alessio Boni all’apice della sua carriera, cioè qualche anno fa, da un sito serissimo di critica cinematografica.  Purtroppo si è rivelato un appello fin troppo profetico e la scomparsa del nostro dalle scene “cinematografiche” è avvenuta ben prima della sua auspicata catarsi e metamorfosi. Omnia cum tempora, ma qui il tempo sembra scaduto.

Caro Alessio Boni i tuoi ultimi film confermano che tu puoi ancora salvarti.

Sei l’unico dei giovani attori italiani che può uscire con dignità e destrezza dal grigio mondo del cinema italiano serio, noiosissimo, per entrare invece nell’ambito in cui il tuo talento innegabile potrebbe esprimersi al meglio: il porno.

In fondo il dono essenziale, il talento naturale che ti distingue nettamente dagli esangui attori di accademia della tua generazione, è il turgore.

Turgido nelle pose plastiche, turgido nelle espressioni, turgido nel corpo robotico che persino le scene di “conflitto” ti costringono a rendere urbano, civile, represso, imploso nella parte, mai interamente tua, dell’uomo italiano, bello medio e mediocre, che i copioni ti offrono.

Perché non valorizzare il tuo potenziale da pornostar che riempirebbe la scena con equilibrati colpi pelvici, manate proletarie su natiche dell’est, sollevamento di cosce e ventri?

Addio per sempre alle pose da monumento equestre.

Aggiungendo qualche goccia di sudore sulle tempie, come non vedere in te l’erede naturale di Rocco Siffredi? Lui sì unico attore italiano noto nel mondo e solo da poco, nel tempo libero tra una gang bang e l’altra, talento priapesco del cinema da festival.

Potresti viaggiare, imparare le lingue, volare dai nights di Budapest alle spiagge assolate del Brasile, incarnare un re come un idraulico, un manager sedotto come un meccanico in salopette, il nonno di Biancaneve come un professore di liceo impertinente.

Mille ruoli solo per te.

Avresti ambienti esotici a tua disposizione, registi pragmatici con cui parlare, donne bellissime e passionali oltre a qualche filosofo francese interessante con cui discutere il senso e il valore della pornografia.

Senza trascurare il vantaggio più grande: non incontreresti più l’urlatrice Morante e la cespugliosa Sansa e non dovresti mai più fare un film con loro.

Forse.

Vuoi mettere rispetto ad un lento declino ? Rispetto a qualche parte minore nei teatri di provincia costretto a recitare con la velina di turno chiamata per fare pubblico? O a qualche ruolo da Padre Pio se ti va bene?

Potresti invece comprare un castello in Ungheria, Rocco docet, diventare manager di te stesso, fare cinque, dieci film all’anno, e poi scoprire nuovi talenti e riciclarti regista e produttore.

Pensaci turgido Alessio. Non ti buttare via. Il cinema italiano non ti merita.

http://www.youtube.com/watch?v=jPqFn7mRoTo

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