FASTENAEKEN2

Il limite maggiore di ogni pensiero categoriale è l’esclusione. Escludere per essere. Per questo motivo la tradizione degli oppressi ci insegna che lo stato di emergenza in cui viviamo è la regola. Elettrizzare l’esistente e anestetizzarlo con la speranza di una redenzione dietro l’angolo, senza nessun angolo e ancor meno redenzione.Capirlo ora non significa recuperare un oltre confine, un orizzonte altro. Non significa nulla, se non crogiolarsi meglio nell’oppressione presente, nelle sue infinite sfumature libertarie, nella sua implicita teleologia e desiderio di orizzonti che hanno come fine ultimo la ripetizione dell’identico.