giubilini 2011 Sabaudia
giubilini 2011 Sabaudia

Con l’età i capelli crescono ovunque tranne che in testa. Cominci a ritrovarteli sui lobi e pensi che siano peli e invece poi capisci che sono proprio i tuoi capelli che hai perso, nostalgici di un corpo, il tuo ed emigrati altrove, spalle, lobi, naso. Una transumanza per esplorare da soli altri territori della tua biologia , liberati dagli obblighi di una pettinatura cominciano a seminarsi  o forse per gemmazione si piantano ovunque sul corpo, sempre più rugoso e pieno di solchi pronti ad accoglierli.

Con l’età i desideri si fanno più arcigni, se prima c’era almeno il banco di prova di una giustificazione , quasi sempre falsa ma in grado almeno di rimandare, ora invece bussano alla porta della tua anima,  muti. Ti guardano e ti spingono via per entrare subito e restare, accampati con i loro fuochi. E non provi neanche più a capirli, ti limiti ad aprire la porta e farti da parte.

Con l’età ogni oggetto diventa memoria, asfittico rimando a tempi migliori che allora non erano tali. Ogni polvere del passato acquista un languore che non ha parole per dirsi. Diventiamo tutti rigattieri dei nostri sogni incarnati in pezze, pupazzi, palloni, camicie lise, spazi persi, ragazze andate o forse mai venute,  tenuti insieme solo dalla memoria che mente e sbarbaglia e sfavilla.