images

La prima intervista di Casaleggio al Corriere della Sera , guru  temuto e odiato dell’Italia contemporanea, non è significativa per il potere reale di uno sciamano che padroneggia la tecnica in un paese di imbelli umanisti sradicati  e  ne surclassa le pigrizie e i languori da oscurantisti quali sono, ma è significativa invece per un’idea di Storia di chi umanista non è mai stato e che ripete l’errore classico dei filosofi del progresso: nostalgia  e necessità dell’uscita dalla contemporaneità  per riappropriarsi di un passato mitico ma nel futuro, tornare ad un’origine di uomini uguali, liberi e fraterni.

“ Un progetto politico di Rete deve avere un respiro più ampio che non la sola soluzione di problemi contingenti, vanno ripensate le istituzioni e la società nel medio termine. Tutto cambierà. Il cittadino deve diventare istituzione. Le regole del gioco stanno cambiando. In futuro sarà normale interagire con gli oggetti che ci circondano collegati in Rete. Lo stesso MoVimento 5 Stelle è nato dai cosidetti Meetup, attraverso un’applicazione di Rete di una società di New York che permette di incontrarsi in luoghi fisici sul territorio in ogni luogo del mondo e, allo stesso tempo, di condividere pensieri, documenti, filmati nel mondo digitale. Web e realtà sono destinati a fondersi».

Alla base di queste affermazioni, sul cui contenuto è del tutto inutile soffermarsi perché inverificabili esattamente come il  vaticinio di un mago, c’è,   a rafforzarle e renderle pervicaci e convincenti, una precisa tradizione, che i giornalisti non gli contestano perché non la conoscono. Una precisa idea di  Storia e di realtà:  Storia e  realtà come il risultato di un  processo lineare,  dotato di senso e di leggi, teleologia sia religiosa radicata sulla Divina Provvidenza (Agostino e Vico) sia “laica” radicata sul concetto di ragione (Comte, Hegel, Spengler).

Una linearità che prevede il suo superamento in una fase “nuova”, in un ulteriore anello della catena che porta al Paradiso.

L’epoca attuale è una tappa di una catena di superamenti, il presente e il  paradigma che lo fa funzionare è inevitabile che vengano superati.  Il presente è dato una volta per tutte  e contenuto in confini non sfumati ma identificabili e può essere perciò schivato e superato, conteggiato, analizzato e risolto.

Ogni epoca avrebbe  un suo paradigma fondativo, nel caso di Casaleggio l’idea di un potere gerarchizzato e oligarchico che manipola l’informazione e stravolge il senso della democrazia vera. Ogni epoca non sarebbe quindi  il risultato di un’accumulazione archeologica di strati e di complessità  a volte indistinguibili e non databili, un grumo di problemi e di sfide e una pluralità di discorsi, di casualità, di intrecci e dimenticanze.

Ma invece sarebbe il frutto di un complotto all’origine, un moloch da abbattere per accedere alla terra promessa dove sono seminate  la Libertà, l’Uguaglianza e la Fraternità.

Chi l’ha creduto e ha provato a scavalcare quella collina che cela il sole dell’avvenire, lo ha sempre fatto a prezzo di una radicale semplificazione. Dimenticandosi cioè e rimuovendo gli anfratti dei boschi, le toponomastiche incerte, gli animali sepolti tra gli aghi di pino, le anime dei morti nelle grotte,  i funghi che nascono dove nessuno può trovarli, la memoria degli alberi, i crepacci abitati dai gufi e l’infinita complessità anche solo di una semplice collina.

Chi ha saltato tutta questa varietà  pensando che fossero solo rocce da superare con un sforzo eroico ci ha portato di solito all’inferno.  Per Casaleggio il sole è invece vicino, dietro l’angolo.

A insegnarci che la civiltà e la sua Storia non è un ingorgo definito, un sasso piantato in mezzo ad una strada altrimenti libera di portarci in fondo alla rinascita,  è la letteratura.

Ad esempio Musil, e il suo raccontarci la Storia attraverso la metafora di una nuvola, nel 1930 : “ Il cammino della storia non è quello di una palla da biliardo, che segue  una inflessibile legge causale; somiglia piuttosto a quello di una nuvola, a quello di chi va bighellonando per le strade, e qui è sviato da un’ombra, là da un gruppo di persone o dallo spettacolo di una piazza barocca, e infine giunge in un luogo che non conosceva e dove non desiderava andare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...