Rapina in banca, i ladri scappano in volo Alitalia

the-shining-wallpapers-3

Epifani, la mummia in formaldeide uscita da una teca museale  ex DDR,  sebbene dia ancora flebili segnali di vita e motteggi tra il grottesco e il patetico, ogni volta che apre la bocca  conferma che di economia del Paese, di cui lui dovrebbe essere classe dirigente, non sappia assolutamente nulla di nulla.

D’altronde essendo  l’allievo e il pupillo di un altro che, con la terza media, giuro che è vero, faceva il Ministro delle Finanze , per poi scoprire che le finanze erano le sue e finire al gabbio ( Del Turco ricordate?)  cosa ci si poteva aspettare?

L’ultima castroneria di questo ebete ameboide pansindacale  è paragonare il salvataggio di Alitalia da parte di Poste Italiane alla partecipazione azionaria delle poste tedesche alla compagnia di bandiera tedesca. Peccato che la partecipazione di  Deutsche Post in Lufthansa riguardi il settore cargo , cioè strategico per le poste , e non i voli.

Ora cosa succederà con questo ennesimo scempio?  Ovvero salvare una società fintamente privatizzata anni fa e data in mano a degli inetti come Colaninno ( a proposito il figlio è il responsabile economico del PD) e ora di nuovo definitivamente fallita ? La nuova Alitalia di Colaninno  (Cai) dalla sua nascita ha solo perso denaro. In quattro anni – e fino al 2012 – siamo a più di 870 milioni, alle quali si devono aggiungere i circa 300 milioni della prima metà del 2013

Ma in cosa consiste lo scempio? Prendo un monopolista di Stato, le Poste appunto, e utilizzo i soldi, con un’operazione di travaso,  della sua parte sana, cioè quella finanziaria. I soldi della gestione del risparmio dei piccoli e medi risparmiatori, di quelli che hanno sottoscritto assicurazioni vita o che hanno il conto al banco Posta. L’unica parte economica cioè che rende Poste Italiane in attivo.

Che differenza c’è tra questa operazione e una rapina in banca? Nulla tranne che a farla è lo Stato.  Settantacinque milioni di euro come aumento di capitale finalizzato a tappare una parte del buco annuale a cui mancano ancora circa 250 milioni di euro. Chi li metterà? Nessuno lo sa.

Lo Stato ha deciso un ennesimo aumento di capitale  non consultando l’unico banco di prova possibile ovvero il mercato che ha bocciato sempre ogni ipotesi di salvataggio di questo colabrodo.

Lo ha deciso perché Alitalia è un asset strategico ma non in base a criteri economici ma in base a criteri politici: Expo 2015, già fallito prima di iniziare, e scalo di Fiumicino  .

Naturalmente trattandosi di ennesimo aiuto di Stato mascherato da intervento dei privati, ovvero un finto privato che è in realtà un monopolista in mano ai politici come Poste Italiane, diretta emanazione del ministero dell’Economia e che dal 1998 ad oggi ha licenziato 22.000 persone ovvero 4 volte tutta la Fiat con il silenzio assenso dei sindacati tutti, ci sarà sicuramente la bocciatura del piano da parte della Commissione europea.

Cialtroni e ladri della politica italiana continuano invece a spolpare ciò che resta. L’ultima frontiera sarà la Cassa Depositi e prestiti. Prepariamoci gli restano poche croste da sprecare prima di fuggire all’estero e noi finire molto peggio della Grecia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...