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Partiamo da un dato di fatto: oggi la pubblica amministrazione italiana è il peggior pagatore dell’Unione Europea.

La Commissione Europea è pronta, già dal prossimo lunedì, ad avviare le pratiche per la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata applicazione della direttiva sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione. 170 giorni di media contro i 30 prescritti dalla direttiva europea.

Dove sono finiti gli stanziamenti lacrime e sangue di Monti? Nessuno lo sa.

Solo per gli interessi di mora pagheremo cifre pari ad un anno di Imu:  sui tre quattro miliardi di euro.

Secondo i dati dell’Eurispes per il 74% della popolazione è diventato impossibile risparmiare, per il 29% è difficile far fronte alle rate del mutuo o al canone d’affitto. Il 70% degli italiani ha constatato, nel corso dell’ultimo anno,  una perdita del proprio potere di acquisto. Il 36. 3% degli italiani si trasferirebbe all’estero per cercare opportunità lavorative, il 75. 6% non si sente sicuro del proprio posto, il 63. 4% non può fare progetti per il futuro.

Questa settimana la Fiat ha cambiato il brand, la sede legale, la sede fiscale, diventando di fatto una società non italiana. Electrolux ha proposto al sindacato italiano un taglio dell’8% delle retribuzioni nette e del 20% del trattamento complessivo. La minaccia è quella di spostare tutta l’attività produttiva altrove come è già successo nel distretto industriale delle Marche che è praticamente fallito.

Il premier Enrico letta twitta : ” Dati istat sul lavoro a dicembre. Per la prima volta, dopo un bel po’, un miglioramento. Ulteriore spinta a fare del lavoro la priorità 2014″.

Naturalmente si tratta di una balla con la solita tecnica di dare solo dati parziali: a dicembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 270 mila, in diminuzione dello 0,1% rispetto al mese precedente (-25 mila) e dell’1,9% su base annua (-424 mila) .Ma il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 229 mila, diminuisce dell’1,0% rispetto al mese precedente (-32 mila) mentre aumenta del 10,0% su base annua (+293 mila)

Inoltre Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,4% rispetto al mese precedente (+51 mila) e dello 0,3% rispetto a dodici mesi prima (+46 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua.

Questa banda di criminali ci sta portando al disastro strutturale, l’unica cosa che gli resta da fare è l’assalto terminale alla diligenza spolpando le risorse rimaste: Cassa Depositi e prestiti, Banca d’Italia ( sette miliardi e mezzo di euro regalati alla banche controllate dalla Fondazioni in mano ai politici e fuori da qualunque obbligo di presentazione di bilanci certificati) e aumento inverosimile della tassazione sugli unici beni che possono realmente monitorare cioè la casa. Anche se in Italia risultano ancora 1 milione e mezzo di edifici ignoti al catasto.

L’ultimo dato sull’emigrazione dalla Penisola nel 2012 ci dice che è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012. Gli uomini erano il 56% contro il 44% di donne, e si conferma la preponderanza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%, alimentando quella che viene definita “la fuga dei talenti” che nel 2012 ha costituito il 44,8% del flusso totale di espatrio.

La rivolta sociale da parte di quelli che restano e appartengono a  tre generazioni di precari senza alcun futuro, senza diritti sociali e senza possibilità di risparmio,  è imminente e certa.

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