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Comincio oggi una serie di articoli su chi ci sta depredando. Non certo con l’idea o l’auspicio che questo cambi qualcosa, ma invece nella certezza che tutti i belati dei miei coetanei siano ancora più balbi proprio perché privi di fatti e veri nemici.

Nemici come questi.

Parte prima: la Corte Costituzionale

Partiamo da un dato di fatto: un gruppo di esegeti della Costituzione, la Corte Costituzionale, ha ribadito l’impossibilità di qualunque riforma che riguardi i cosiddetti “diritti acquisiti”.

Ha sancito di nuovo la regola aurea del Marchese del Grillo : noi siamo noi e voi, la mia generazione e quelle dopo la mia, non siete un cazzo .

I giudici della Corte Costituzionale italiana guadagnano il triplo dei colleghi statunitensi, (il presidente ad esempio guadagna 549 mila euro l’anno contro i 173 mila euro del presidente di analoga corte negli Usa).

La nostra corte Costituzionale costa il triplo dei quella Britannica, la Corte costituzionale ha un costo di pensioni di 200.000 euro l’anno a giudice di media.

Come organo costituzionale, al pari di Camera, Senato e presidenza della Repubblica, la Consulta organizza autonomamente attraverso l’Ufficio di presidenza (tre giudici più il segretario generale) le sue attività e dispone a proprio piacimento delle risorse economiche (il 90 per cento se ne vanno in spese fisse), senza la minima interferenza esterna.

Un giudice costituzionale semplice, ovvero non il presidente, guadagna 416 mila euro l’anno, il presidente della Repubblica 218.

Il presidente della Corte non viene scelto in base ai meriti ma in base all’anzianità di carica.

Per questo c’è un continuo rinnovo del presidente, carica praticamente ricoperta a rotazione da tutti prima o poi, permettendo di andare in pensione con una retributiva calcolata sul suo ultimo stipendio da, appunto, Presidente.

Per questo per soli otto mesi sono stati presidenti Annibale Marini, Piero Alberto Capotosti e Gustavo Zagrebelsky; per 4 mesi Valerio Onida; per 3 mesi Giuliano Vassali e Francesco Paolo Casavola; addirittura per appena 44 giorni Vincenzo Caianiello, presidente dal 9 settembre al 23 ottobre del 1995.

Questa casta di gerontocrati ha una struttura amministrativa di circa 220 persone, come il distaccamento  nazionale di una multinazionale.

Il costo complessivo per le pensioni di ex dipendenti della corte è di 13 milioni di euro l’anno. , il personale della corte costituzionale prende 68 mila euro di pensione l’anno di media. Ogni giudice ci costa ogni giorno 750 euro di sole auto blu e dispone di due autisti che costano 50 mila euro l’anno ciascuno.

La mia generazione di grafomani e scienziati della comunicazione assiste zelante a tutto ciò e cioè al saccheggio sistematico del proprio futuro deciso da questi “servitori dello Stato”.

(fonti: http://www.lavoce.info/archives/14387/la-corte-costituzionale-costi-sprechi-scandalo/

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2008/04/30/news/alla-corte-dei-privilegi-1.8255).

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