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La campagna elettorale più brutta di sempre si chiude con la comicità di una cultura di regime, quella di area Pd , che perde pezzi, si chiude su se stessa e si parla addosso, sussulta e grida perché non ha più referenti partitici e quindi poche prebende all’orizzonte e si rivela per quello che è sempre stata: una spanata combriccola di amiconi laschi, bamboccioni cinquantenni mal cresciuti, ripetitori balbi di tutte le idiozie della cultura marxista e, in sintesi, intimamente  razzisti e reazionari, che hanno completamente perso il senso della realtà.

Due episodi su tutti.

Il negro eletto nella Lega non corrisponde ai parametri di negro del Pd, che deve essere un “Sì, Buana” vittimario, uno zio Tom che piace al padrone. Non può essere un arcitaliano e quindi un reazionario imprenditore del nord pienamente integrato e proprio per questo leghista.

Mai.

Deve essere il negro di sinistra, quello da Orchestra di Piazza Vittorio: pittoresco, simpaticone , artista e con il ritmo nel sangue, l’ eterno fratello vittima del capitalismo che distribuisce libri davanti a Feltrinelli, santino  della ” sua cultura” . Da amare almeno finché non piscia e spaccia e si incazza a bottigliate proprio a piazza Vittorio.

Allora è tutto un comitato di sinistra da “cittadinanza attiva”, per cacciarlo.

http://www.corrierequotidiano.it/1.73823/cultura-sociale/1821/attori-e-artisti-contro-il-degrado-di-piazza-vittorio-e-di-tutto-il

Qui il  bravo Luca Pisapia conclude il pezzo capendo benissimo qual è la questione  https://ilmanifesto.it/il-calcio-di-rigore-di-balotelli-coglie-nel-segno/ 

“Oltre ai prevedibili improperi vomitati sui social dalla parte più razzista del paese, è stato attaccato da quella élite che sulla stampa progressista l’ha sempre trattato con condiscendenza. E da quella sinistra che non gli ha mai perdonato il suo essere quello che voleva lui e non il nero addomesticato che vorrebbero loro, con il pugno chiuso all’ingresso in campo o la maglia dei Public Enemy nel tempo libero. Proprio questo è il colonialismo rimosso dell’uomo bianco occidentale umanista: non accettare l’alterità se non è conforme alle proprie aspettative. E Balotelli ce lo ha ricordato una volta di più”

Altro episodio esemplificativo: il deridere la fake news sulle presunte file di poveri cristi nei Caf del sud abbandonato da tutti, file per chiedere l’impossibile reddito di cittadinanza.

E deriderli  proprio in quanto poveri e anche se la notizia è totalmente inventata.

Come a dire: vedete chi vi ha votato ? La mandria di povera gente e il gregge manipolato.

Certo, proprio quella!

Ma il PD  neanche più quella.  E anzi molti di sinistra, chissà perché, sono passati altrove:  http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/09/news/elezioni_swg_votanti_pci_1987_m5s_dc-190851891/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S3.3-T1

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/03/05/news/elezioni_2018_quasi_un_quinto_degli_elettori_pd_passti_al_m5s-190507496/

Ma non bastano queste solfe in cui si continua a dire che il M5s prende voti a destra anche se è votato da ex elettori di sinistra e da una classe media impoverita.

Non basta questa rimozione collettiva e auto assoluzione stucchevole in cui tutto ciò che non si capisce è destra.

C’è anche  una cultura che tradisce i suoi crampi intellettuali all’insegna di un’autocoscienza non richiesta per ribadirsi come la cultura dei “migliori”. Un platonismo oligarchico ma senza potere.

Un “chi siamo noi ?” perpetuo e stucchevole, tardivo, elitario, professorale, penitente e alla ricerca di una purezza immaginata.

Mentre il mondo, il voto, il consenso sono  fortunatamente altrove.

Autocoscienza che non ha nulla di programmatico, fattivo, analitico, e politico come nel vecchio Pci.

Autocoscienza che può essere tranquillamente riassunta nella famosa scena di Moretti del: “Senti ma che tipo di festa? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o non vengo per niente?”

L’autocoscienza di una generazione di cinquantenni assopiti e pasciuti dai propri privilegi da feudatari e rincitrulliti in un brunch perpetuo, un mondo postprandiale da ruttino.

La parola giusta è: imbarazzanti.

Imbarazzanti sono i languori e i salamelecchi reciproci dei pessimi Sofri (figlio)  e Costa (suo dipendente)  sul Post.

Un dibattito che fa rimpiangere le follie  dei gruppi di genitori su Whatsapp.

Con il secondo che fa Montanelli  dando, a 30 anni,  pagelle e patenti a suoi coetanei liquidati come imbecilli. Coetanei che invece fanno politica nelle piazze, paese per paese e casa per casa, sono eletti e credono in quello che fanno, giusto o sbagliato che sia. Coetanei che credono ancora nella prassi della politica.

Eppure sarebbe bastato guardare una diretta Facebook di Di Battista dalla piazze stracolme del sud disastrato. Sarebbe bastato osservare quella gente e capire, ascoltare, dialogare.

Nulla.

Profetico il titolo dell’articolo del languido ricamatore di ordine:

” Guardiamoci negli occhi”.

http://www.francescocosta.net/2018/02/19/guardiamoci-negli-occhi/

Guardatevi pure dove volete ma accorgetevi almeno di essere strabici.

Ed ecco la dichiarazione apodittica da pernacchi di chi ormai è fuori dal reale:

“Che siate di destra o di sinistra, che vi piaccia o non vi piaccia il governo Gentiloni, se siete un minimo seri e informati, e avete un po’ di onestà intellettuale, sapete che oggi in Italia c’è purtroppo un solo grande partito in grado di farsi carico dell’immane responsabilità di governare la settima economia del mondo ed è il Partito Democratico”

Informati tu, confuso.

300 miliardi di debito pubblico in due anni di governo Renzi,  il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero aumentato da 5,8 a 6,3. Aumentata la disuguaglianza drammaticamente.

Vogliamo guardarci negli occhi e parlare di povertà? 

Nel 2016  il 30,0% delle persone residenti in Italia a rischio di povertà o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7% (il rapporto ISTAT sulla condizione delle famiglie)

Vogliamo guardarci negli occhi e parlare del fallimento del sistema industriale? 

15 mila imprese nel 2014, 14 mila e 700 nel 2015 e 3,6 mila nel solo primo quarto del 2016.

Più le liquidazioni volontarie ed altre procedure concorsuali, con 104 mila imprese all’aria nel 2014 e 96 mila nel 2015.

Vogliamo guardarci negli occhi e parlare del fallimento del mercato del lavoro? 

Esplosione  dei voucher (dai 69 milioni del 2014 ai 114,9 milioni del 2015) Esplosione degli inattivi, che sono ancora più di 3 milioni, e un tasso di disoccupazione reale sopra al 20% e vicino ai livelli della Spagna e della Grecia.  i licenziamenti sono aumentati (+7,4% nel secondo semestre 2016 rispetto ad un anno prima) e il ritmo delle assunzioni a tutele crescenti è crollato (-32.9% nei primi 8 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015)

Vogliamo guardarci negli occhi e parlare di tagli al sistema sanitario?

4,3 miliardi di euro di tagli nel solo biennio 2015-2016 e altri 13 miliardi di tagli programmati per gli anni successivi-

Che dire poi della risposta di Sofri, che sbatte i piedi a terra come un bambino indispettito dopo che gli si è rotto il giocattolino che avrebbe voluto?

Il giocattolino del suo capo?

Io, io, io, voglio voglio, voglio, il partito con i candidati che piacciono a me, me, me.

Io che sono intellettuale.

Una roba da psicoanalisi, lui l’eterno parente di secondo livello, che ora fa invece il barricadiero in nome di un ritrovato orgoglio e di un pensiero analitico che è in realtà l’esplicitazione di una nevrosi: ” C’è infatti un’altra possibile motivazione nella scelta di voto di cui penso valga la pena tenere conto, e che ha maggiore nobiltà e lungimiranza di quelle descritte: e ne ha almeno quanto quella principale di dare al paese un miglior parlamento e un miglior governo, domani. Ed è quella di darglielo dopodomani.”

Ovvero l’amante tradito che non solo non accetta la scarsa presa delle sue idee ma che non si è nemmeno accorto che l’unico partito di massa in Italia è un altro e non più il suo e che il suo dopodomani, infantile proiezione nevrotica del bimbo deluso, non ci sarà mai!

C’è invece l’attrito schiacciante del reale e di oggi.

C’è la lotta di classe.

Se ne sono accorti?

 

Infatti chi vota Pd? Una classe sociale ben precisa, minoritaria e geolocalizzata nei centri storici.

https://cise.luiss.it/cise/2018/03/06/il-ritorno-del-voto-di-classe-ma-al-contrario-ovvero-se-il-pd-e-il-partito-delle-elite/  

https://www.internazionale.it/notizie/2018/03/09/risultati-elezioni-voto-italia

 

Imbarazzanti i registi firmatari del manifesto a favore del WWF culturale di Piazza San Cosimato, area protetta e senza legge che non sia la loro, invadenti e pedanti feticisti di destra a caccia di privilegi per diritto di investitura partitocratica.

E cioè senza un bando se non è il bando di Zingaretti, il politico amico che ora cercherà di piazzare la giovane promessa di apparato Carocci, fantoccio inqualificabile di una generazione ribelle che questo scendiletto e reggi coda grazie a Dio non rappresenta e non rappresenterà mai, all’assessorato regionale alla cultura.

E nessuno che dica: non sarebbe meglio portare il cinema in periferia? Non sarebbe meglio uscire dal nostro stagno del primo Municipio, l’unico non conquistato dai settecentomila elettori della Raggi, e fare cultura dove serve ?

Ammesso e non concesso che questa sia cultura e che serva davvero?

Nessuno tra i registi che capisca che la rivolta pavloviana all’espressione “feticismo culturale” è appunto una rivolta feticistica. Che dà ragione, pienamente ragione, all’avversaria.

Imbarazzanti e impauriti.

Imbarazzante la comunicazione del Pd.

https://www.partitodemocratico.it/politiche-2018/spot-pd-4-marzo-2018-pensaci/

Nel suo spot di propaganda elettorale rivela proprio tutti gli stilemi di quel cinema da estetica muffa, penitente, rigorosa nel suo grigiore mortuario.

Uno spot che piace al circolo ristretto perché lo consola e conferma. Dove i protagonisti hanno una fisiognomica nota: non c’è un povero, un negro, un migrante , un disoccupato a turbare la visione.

Ci sono solo quattro macchiette, l’inventata  famigliola progressista che rispecchia e consola l’immaginario di chi lo ha girato .

Una famiglia inesistente, dove la moglie sembra la sosia della Mannoia ma da sagre di paese e lui un Servillo andato a male, due prodotti da outlet.

Amabili e consolanti. Il bambino, un orribile e petulante segaiolo si è “pagato il corso di chitarra con il bonus cultura”.

Quando su youtube c’è l’universo gratis dei corsi di chitarra e chiunque della sua età lo sa. Ma d’altronde lui è il sosia undicenne di Roberto Cotroneo.

La figlia, una Mafalda ancora più imbruttita da un’ improponibile riga in mezzo  che nessuna della sua età userebbe, è già una futura “se non ora quando”.

E infatti a lei spetta la battutina sulla zia lesbica ora finalmente andata in sposa grazie al Pd dei diritti.

Ed ecco rivelato il loro orizzonte antropologico: un esercito di sosia.

E poi , a completare l’orrore, arriva Renzi in bicicletta che sporge il faccione nella macchina impaurendo tutti ed eternandosi nell’essere ormai solo il sosia di Renato Pozzetto:  rubicondo, paonazzo, improponibile e ammiccante.

Un Mastrota oversize.

 

Spettrali e imbarazzanti.

Ora il partito di massa è altrove, i giovani votano Grillo ( http://tg24.sky.it/politica/2018/02/16/elezioni-2018-sondaggi-m5s-primo-partito-giovani-astensione.html) e i temi sono altri.

La lotta è di classe. E non è e non sarà una lotta igienica e anestetizzata.

Non è cioè la famigliola di alieni in macchina che consola tutti quanti con il suo buon senso.

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Un pensiero su “Gli intellettuali classisti e di regime e la loro fine.

  1. Sontuoso: intelligente e generoso.
    Noto una specie di pessimismo storico: cioè se il pd avesse agito diversamente (strategie politiche, marketing ecc), avrebbe ottenuto più voti.
    Invece come giacomo (ma leopardi), sono ancora più pessimista, decolpevolizzo il pd: è proprio il punto di vista della sinistra che mi sembra superato, cioè nessuno desidera più quel mondo utopico di uguaglianza e “progresso”.
    Più che “cosmicamente”, direi che teoreticamente la sinistra è perdente in quanto identificata ormai con i concetti di noia, vecchio e barboso solo in quanto si pone come la parte razionale che vuole ponderare la realtà valutandola bypassando l’opinione della pancia. Ontologicamente paternalista e destinata ad anni di sconfitte.
    Federico

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